Ti è mai capitato di trovarti davanti a persone molto competenti sul piano tecnico, ma che faticano a lavorare con gli altri? Oppure, al contrario, profili percepiti come “bravi” a livello relazionale, che però non riescono a gestire conflitti, negoziare priorità o muoversi in contesti ambigui?
In entrambi i casi, molto probabilmente il problema non è l’assenza di competenze, ma una lettura poco chiara di cosa siano davvero le social skills nel lavoro.
Le social skills non hanno a che fare con l’essere socievoli o comunicativi in senso generico: riguardano piuttosto come una persona agisce nelle interazioni professionali, soprattutto quando il contesto è complesso (obiettivi non allineati, pressioni di tempo, ruoli che si sovrappongono, aspettative implicite).
L’aspetto più critico da gestire, se ti occupi di people management, è che le social skills vengono spesso trattate come se fossero un’etichetta. Ad esempio, leggiamo spesso nei CV frasi come “buone capacità relazionali” o “ottima comunicazione”, senza mai chiarire quali comportamenti osservare e quali decisioni supportare. Questo rende difficile valutarle in selezione, svilupparle nei percorsi di crescita e usarle come criterio serio per la mobilità interna.
Le social skills sono capacità osservabili che si manifestano nel modo in cui una persona interagisce con colleghi, stakeholder e responsabili, soprattutto quando il contesto richiede scelte, negoziazione e adattamento.
Per renderle utili a livello organizzativo, il primo requisito è leggerle come comportamenti legati al lavoro, non come qualità generiche della persona.
In termini operativi, le social skills più rilevanti in azienda riguardano la capacità di:
Quando si parla di social skills, il rischio è sovrapporle in modo generico alle soft skill. In realtà, le social skills rappresentano un sottoinsieme delle competenze trasversali che riguardano in modo specifico la gestione delle relazioni, delle dinamiche interpersonali e delle interazioni professionali.
Nella metodologia su cui si basa Skillvue, queste dimensioni non vengono misurate come etichette generiche, ma come costrutti scientificamente validati.
Se vogliamo identificare le competenze che incidono davvero sulla qualità delle interazioni e delle decisioni in azienda, possiamo fare riferimento a queste 10 dimensioni, osservabili nel lavoro quotidiano.
L’intelligenza emotiva ha a che fare con la capacità di leggere le dinamiche emotive che influenzano decisioni, comportamenti e relazioni professionali.
Possiamo osservarla quando una persona:
L’orientamento all’altro è la capacità di comprendere bisogni, aspettative e priorità degli interlocutori e di agire di conseguenza.
Sul lavoro si manifesta quando una persona:
Quando parliamo di negoziazione quotidiana facciamo riferimento a quella che avviene ogni giorno su priorità, risorse e scadenze. Si può osservare nella capacità di trovare compromessi sostenibili, tenendo conto sia degli obiettivi individuali sia di quelli organizzativi.
Per Teamworking intendiamo la capacità di lavorare in modo integrato verso un obiettivo comune, anche quando le priorità individuali o funzionali non sono perfettamente allineate.
Possiamo osservarlo quando una persona:
La leadership non coincide necessariamente con un ruolo gerarchico. Al contrario, possiamo definirla come una competenza che riguarda la capacità di orientare le persone verso una direzione condivisa, anche in assenza di potere formale.
Si manifesta quando una persona:
L’orientamento agli obiettivi è la capacità di mantenere il focus sui risultati anche quando le dinamiche relazionali diventano complesse o conflittuali.
Si osserva quando una persona:
La flessibilità cognitiva è la capacità di adattare il proprio modo di pensare e di agire a contesti, interlocutori e richieste diverse, senza perdere coerenza decisionale.
Possiamo osservarlo quando una persona:
Per problem solving si intende la risoluzione tecnica di un problema, ma la gestione di situazioni che coinvolgono più attori, interessi e vincoli.
Possiamo riscontrare questa abilità quando una persona:
La resilienza riguarda la capacità di mantenere equilibrio ed efficacia relazionale anche quando il contesto è particolarmente “critico”.
Possiamo riscontrarla quando una persona:
La capacità di organizzazione e pianificazione ha una componente sociale spesso sottovalutata. La gestione di tempi, priorità e responsabilità non impatta solo sui risultati, ma direttamente sulle relazioni di lavoro.
Possiamo osservarla quando una persona:
Uno dei motivi per cui le social skills restano spesso vaghe nelle valutazioni HR è che vengono descritte in modo astratto. Dal punto di vista operativo, invece, diventano utili solo quando riesci a collegarle a comportamenti specifici e osservabili. Per questo è molto utile parlare di esempi pratici. Vediamone due.
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In riunione le social skills emergono soprattutto nei comportamenti: è uno dei contesti in cui, come HR, puoi osservare con maggiore chiarezza se una persona è in grado di orientarsi nelle dinamiche sociali del lavoro o se tende a muoversi in modo reattivo.
Entrando nel pratico, una social skill ben sviluppata in riunione si riconosce quando una persona è in grado di:
Le social skills si notano molto più chiaramente quando il contesto smette di essere lineare. Infatti, non è raro misurarle in situazioni di tensione, conflitto o ambiguità, dove è più facile puoi distinguere tra competenze che vengono dichiarate su un CV e comportamenti reali.
In tutti questi momenti puoi osservare se una persona:
Le social skills si manifestano nel modo in cui una persona gestisce le interazioni di lavoro: come ascolta, come prende posizione, come affronta il conflitto, come negozia priorità e aspettative. Proprio perché emergono nelle dinamiche, e non nelle dichiarazioni, sono tra le competenze più difficili da valutare con strumenti tradizionali o con semplici auto-valutazioni.
Skillvue supporta HR e organizzazioni nel rendere le social skills osservabili, confrontabili e utilizzabili nelle decisioni, evitando che restino giudizi soggettivi o impressioni di colloquio.
Attraverso Skill Assessment basati sulle più accurate metodologie psicometriche e incentrati sulla costruzione di domande situazionali ispirate alla metodologia BEI (Behavioural Event Interview), Skillvue permette di osservare come le persone agiscono di fronte a interazioni complesse: disaccordi tra stakeholder, ambiguità di ruolo, richieste contrastanti, pressioni relazionali. Non viene valutato “come una persona si descrive”, ma come ragiona e decide in situazioni sociali realistiche.
Per chi lavora in HR, questo significa poter:
Se vuoi prendere decisioni basate su competenze sociali reali e non su impressioni, gli Skill Assessment di Skillvue sono un primo passo concreto. Richiedi maggiori informazioni: inizia da qui.